"L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", recita l'Articolo 1 della Costituzione della Repubblica. Questo primato dato ad un rapporto sociale di tipo economico svela gli intenti dei padri costituenti: era un principio fondamentale per assicurare e migliorare la qualità del lavoro, inteso come base dello sviluppo democratico.
Dopo anni di progressi culminati nella conquista dello "Statuto dei lavoratori" dei primi anni Settanta, quest'ideale si sta allontanando sempre più. Una gran parte del lavoro si sta riprecarizzando e i "prodotti" –  corpi seminudi mostrati in televisione come pure oggetti venduti da giovani telefonisti di call center – prevalgono sulla persona. Ironia della sorte: nel dopoguerra erano i bambini quelli costretti a lavorare come quarantenni, oggi sono i quarantenni vincolati ad un’eterna giovinezza.
"La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”, dice l'Articolo 35, primo comma della Costituzione Italiana. Oggi le forme di lavoro tutelate dalla Repubblica sono quelle precarie: a progetto, a tempo determinato, a chiamata, accessorio, intermittente, occasionale ecc.

In collaborazione con il Cineclub Detour (Via Urbana 47, Roma) Schermaglie presenta il video Nero Precario, realizzato da Vittorio Manigrasso sulle note ed il canto del brano Ri-Costituzione di Davide Caldiero. Il video aprirà per una settimana la proiezione del film di Daniele Segre Morire di lavoro.

 

Nero Precario di Caldiero/Manigrasso

– dal 31 maggio all' 8 giugno al Cineclub Detour –

– Ogni sera alle 20,40 – Anteprima giovedì 29 maggio alle 20,40 –

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