di Alessia Brandoni/ “Sotto la pandemia è stata oltrepassata una linea che non andava superata: il valore della vita non si misura più in assoluto, ma sulla base degli anni che ci restano da vivere. Se muore un vecchio, ce ne facciamo una ragione”. Se questo fosse il modo, il virus finirebbe per interrompere il rapporto con la memoria, per sfilacciare irreparabilmente il legame con il passato.

(Simonetta Fiori su la Repubblica del 2 novembre 2020)

 

“In ospedale/ lo scorso settembre/ il dott. O. mi chiese se sapevo/ cosa avesse la mia mente/contro stessa./Ha praticato l’alchimia,/il vudu, ha cercato di sfuggire/alla sua storia personale/su ali di cera?/Annuendo, rimasi/nascosto sotto/il lenzuolo attorcigliato/ricordando un piovoso/ venerdì mattina/ quando la faccia di papà si fece blu,/e il suo corpo rabbridiva/sul letto bagnato di piscio,/la luce nei suoi grandi occhi neri/si sfaldava mentre gli guardavo/in bocca/per vedere se stesse soffocando/per la dentiera,/senza capire/che la vita gli stava sfuggendo”.

(Philip Schultz, dalla raccolta Erranti senza ali, 2016, Donzelli)

 

UNA STORIA VERA, (The Straight Story), di David Lynch, USA -Francia, 1999. Visibile su RayPlay.  “Semplicemente verso la Fine, lungo immense pianure, senza scorciatoie, massaggiando le ferite del cuore al chiarore delle stelle: la parabola di Alvin Straight giaceva nelle colonne del New York Times, finché la compagna (e montatrice) di Lynch non ha letto, in questo bizzarro on-the-road di 317 miglia, l’autodeterminazione purificatoria di un uomo che vuole riunire i ramoscelli (i fratelli) per non vederli spezzati (le gambe non lo sorreggono più).

Lungo il percorso può capitare di dover dispensare la propria saggezza ai giovani (la ragazza incinta, i gemelli litigiosi), fare i conti con i rimorsi (il racconto di guerra al reduce è straight, vero: un’esperienza vissuta da Farnsworth), con le proprie debolezze (l’alcolismo esorcizzato con una Miller Light), con vari ostacoli e la corsa contro un tempo abnorme (bisogna sempre prendere la strada più lunga e tortuosa, porta più lontano): tutto serve per rivedere il sereno cielo stellato e riconciliarsi con la vita”.

(dal sito amico  www.spietati.it)

 

Curioso che in alcuni paesi, sulla locandina o immagine promozionale, il corso del viaggio di Alvin sia stato invertito. Inutile dire che ci piace più questa, in cui la memoria è in rapporto al futuro.

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