Bestiari, Erbari, Lapidari, il monumentale film saggio di D’Anolfi e Parenti offre un’esperienza cinematografica unica, luminosa e ricca di stimoli sensoriali — un viaggio caleidoscopico che si sviluppa come un’enciclopedia moderna, profondamente personale. Con raffinata delicatezza e profondità, il film esplora il legame profondo che unisce l’umanità ai mondi animale, minerale e vegetale.

L’approccio estetico muta e si adatta ad ogni capitolo, riflettendo l’essenza dell’elemento al centro dell’attenzione. La prima sezione, dedicata al regno animale, intreccia materiale d’archivio con dialoghi in scena tra archivisti, mettendo in luce come il rapporto tra uomo e animale sia stato profondamente plasmato dall’avvento delle tecnologie cinematografiche — dove armi e cineprese emergono come due facce della stessa medaglia.

La seconda parte, ambientata nell’Orto Botanico di Padova — il più antico d’Europa — si presenta come un documentario quietamente osservativo. Segue il lento susseguirsi delle stagioni con sensibilità, accompagnato di tanto in tanto dalla voce coinvolgente del botanico italiano Stefano Mancuso, che con maestria evoca il dominio della vita vegetale sulla Terra e la vana illusione dell’uomo di poterla controllare.

La terza sezione prende avvio da un’idea affascinante: considerare i fossili come la prima vera forma di cinema. Da qui traccia un legame commovente tra le devastazioni delle guerre del Novecento e il materiale contemporaneo del cemento, concentrandosi sul suo processo produttivo — dalla fabbrica di cemento fino alla realizzazione artigianale degli Stolpersteine, le pietre commemorative dedicate alle vittime dell’Olocausto.

Attraverso osservazioni sottili ma incisive, i registi ci guidano in questo viaggio vasto e complesso, intrecciando richiami significativi e reciproci. Il ritmo meditativo e il flusso immersivo del film — esaltati dalla colonna sonora incantevole e suggestiva di Massimo Mariani — lasciano un’impressione duratura, invitando lo spettatore a lasciarsi completamente avvolgere dalla sua visione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.