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12 June 2010

Sismografo/Una giornata a Theheran

di Redazione

 Parigi - “Come è noto il cineasta Jafar Panahi è stato incarcerato il primo marzo 2010 per avere cominciato a girare un film sulla situazione attuale in Iran. Il regista è stato  rilasciato il 25 maggio in seguito ad una decisione della giustizia iraniana emessa il giorno prima che ordinava la sua liberazione previo pagamento di una cauzione. Questo annuncio è stato fatto solo tre giorni dopo la fine del Festival di Cannes durante il quale la situazione del regista era stata denunciata a più riprese. Spesso il cinema riflette la storia nel suo divenire ed i film incontrano degli eventi politici. così si può dire che il cinema iraniano di questi ultimi dieci anni ci abbia fornito un’eco potente delle lacerazioni e dell’evoluzione della società iraniana. (…)

Domenica 13 giugno la Cinémathèque Française propone con la manifestazione: “Une giornata a Teheran” un viaggio nel cuore delle trasformazioni dell’Iran di oggi.

La capitale dell’Iran è stata scelta dagli organizzatori come la prima tappa e sicuramente la tappa essenziale di questo viaggio, ma la programmazione abborda, con un ciclo di undici film, anche delle uscite da questo territorio urbano. La tematica dell’esilio che sia all’interno del paese - al mare o nelle province più lontane dell’Iran - o all’estero è una specie di seconda natura per ogni iraniano che aspiri alla libertà. Il programma prevede: la proiezione di una serie di film emblematici che dovrebbero permettere di comprendere meglio la situazione attuale del paese fornendo una visione alternativa a quella proposta usualmente dai media, una tavola rotonda sul tema: “Il cinema iraniano di oggi” alla quale partecipano dei registi iraniani che fanno cinema in Iran o all’estero come Sou Abadi, Nader T. Homayoun, Rafi Pitts, Marjane Satrapi e le attrici Behi Djanati-Ataï e Gholshifteh Farahani ed una conversazione fra Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace nel 2003 e Jean-Claude Carrière.”

Estratto dalla presentazione stampa della Cinémathèque Française (trad. M. G. Vagenas)

Il logo è stato disegnato appositamente da Marjane Satrapi per la manifestazione.

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