
Per chi conosce l’esperienza del distacco dalla propria terra e dai propri affetti, la scena con cui si apre il film d’animazione Persepolis è di quelle che ti colpiscono dolcemente al cuore: una giovane donna di origini iraniane è in fila per il check-in all’aeroporto di Parigi, ma quando arriva il suo turno e la hostess le chiede il biglietto e il passaporto, lei rimane stordita, muta, incapace di qualsiasi azione. La giovane donna non partirà, non è lì per prendere un aereo, ma per gustare i sapori della sua terra e per riflettere sulla sua vita divenuta esemplare suo malgrado; leggere Teheran sul tabellone e vedere decollare l’aereo, le regalano l’illusione e la speranza di volare verso casa.
In realtà Marjane è davvero un’estranea ovunque, e questo perché affida ai luoghi dove vive la responsabilità di trovare se stessa, di capire chi è, di costruirsi una propria identità. Prima di partire per l’Austria l’amatissima nonna anticonformista le dice “Non dimenticare mai chi sei e da dove vieni”; ma Marjane lo dimentica, arrivando addirittura a fingersi francese perchè si vergogna di essere iraniana e di essere, per questo, giudicata negativamente. Il senso del film sta proprio in questa ricerca della propria identità, perché solo acquisendo dentro se stessi la coscienza di sé, delle persone amate, delle proprie origini ci si può sentire a casa ovunque. Ed è per questo che, dopo l’Università e un matrimonio sbagliato, a 24 anni Marjane decide di lasciare nuovamente il suo paese, destinazione Parigi; e questa volta per sempre. Sbarcata nella sua nuova patria, al tassista che le chiede da che paese arriva, risponde, sia pur con tutto il peso e le sofferenze che quella parola le procura, “dall’Iran”. Marjane ha finalmente trovato se stessa.
Il film, frutto di quasi tre anni di lavoro, è stato realizzato con disegni a mano e in bianco e nero senza ricorrere al digitale; le uniche parti a colori sono quelle delle scene parigine in cui Marjane è diventata una donna matura e nuova. Si è parlato di realismo stilizzato per questi disegni che hanno il merito di far dimenticare allo spettatore che quelli che vede in azione sullo schermo sono cartoon e non attori in carne e ossa. Il montaggio del film, rapido e serrato, l’interpretazione dei personaggi, il linguaggio dei protagonisti fanno di Persepolis un film adulto in tutti i sensi. Un vero manifesto di libertà, coerenza e integrità. Con qualche scena di troppo, forse, ma si sa che a togliere si fa sempre in tempo, l’importante è che ci sia la polpa. E di polpa, in questo caso, ce n’è veramente in abbondanza. torna su ^^mondovisioniin archivio
Sto leggendo i fumetti della Satrapi e devo dire che sono grata per questa manifestazione autobiografica che fa capire tante cose sulla storia e la situazione politica dell’Iran. Persepolis è informativo e colpisce al cuore. Ve lo consiglio!