
Da Berlino - Bibliothéque Pascal evoca la magia del cinema. Hajdu riesce a farci provare quella sensazione di meraviglia e stupore che devono avere sentito i primi spettatori. Mi auguro che un distributore abbia l’occhio ed il coraggio di proporlo al pubblico italiano. In fin dei conti Bibliothéque Pascal non può essere descritto, va visto!
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[***] - Revanche è un polar asciutto e rarefatto, intriso di interrogativi esistenziali, in cui il regista Spielmann si dimostra osservatore lucido del senso tragico e assurdo del quotidiano, di quella sconcertante banalità del male che pervade come un’implacabile coscienza collettiva, il recente cinema austriaco, da Haneke a Ulrich Seidl.
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Shekarchi (Il cacciatore) dell'iraniano Rafi Pitts era uno dei film in competizione che aspettavo di vedere con maggiore curiosità visto il ricordo molto bello che avevo del suo film precedente.
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Rompecabezas, della regista argentina Natasha Smirnoff, unico film sudamericano in competizione alla 60esima Berlinale ed anche l’unico con protagonista una donna.
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Quel senso di partecipazione, quell’invito a vivere dall’interno lo spazio scenico implicito nella visione stereoscopica non è sfruttato al punto da diventare un valore aggiuntivo, uno strumento espressivo, interpretativo, in una parola: artistico.
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Dopo dieci giorni di festival molto intensi, sabato scorso si è conclusa, con l’annuncio dell’attesissimo Palmarès, la 60esima edizione della Berlinale.
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[**1\2] - La nonna cammina di fretta in mezzo a ulivi, grilli e casolari abbandonati e arsi dal sole: è vestita da sposa e quella che mette in scena è la fuga dal suo matrimonio. Questa è visivamente la scena più bella del film, la scena iniziale.
"Zemanlandia. Presentazione del dvd e incontro col regista. Il 7 marzo al pigneto". E dove sennò? Posso dire di odiare Pigneto. Si odia quello che non si conosce. Anche ciò che si invidia. Il mio lato piccolo-borghese difende se stesso da quel microcosmo fatto di segni che rimandano a una vita ideale perciò irreale.
Perché sì:
continua
A single man è un film sorprendente e molto, molto coraggioso. Alla complessa materia del romanzo di Isherwood, Ford dona una maturità di sguardo che lascia stupefatti
Perché no :
continua
Ci auguriamo che Tom Ford torni con un film che sia più meritevole del termine eleganza, come molti hanno definito questo suo primo, se è vero che l’eleganza contempla anche misura ed equilibrio.