
[**] - The Iron Lady, nelle sale italiane dalla scorsa settimana, racconta la vita di Margaret Roberts (più nota da sposata come Thatcher), primo ministro dal 1979 al 1990, prima donna a capo del governo britannico.
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Ci sono film e film, e questo è ovvio. Ma ci sono anche, intorno ai film, dibattiti e dibattiti – e questo forse è un po’ meno ovvio – ingenerati più o meno direttamente dalla statura dei film a partire dai quali si sviluppano.
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[**1\2] - E’ un film non privo di debolezze Il Sentiero, ma nel complesso tema e intreccio rimangono in un fermo equilibrio, senza cedimenti. Riuscendo nel suo obiettivo di mostrare in una pellicola la forza pervasiva della religione nel tessuto sociale di un paese e la sua minaccia intrusiva nello spazio privato di una coppia.
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[***1\2] - Il film di Eastwood è tutto concepito nel segno della carne, o meglio delle pulsioni carnali represse, e in quello della morte, o più specificamente della precarietà che gli Stati Uniti, paese la cui pur “giovane” storia è fondata in parte su contraddizioni e mistificazioni, hanno sempre avvertito come un minaccia da allontanare e reprimere spesso con il controllo ed il ricatto.
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Fine anno, tempo di bilanci, di classifiche. Ques’anno pensavo che non avremmo fatto la nostra di redazione: non mi sono mai piaciute le classifiche, ho sempre avuto grande difficoltà a classificare, dare voti, datare la visione di un film.
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[*** e 1/2] - Una discesa nei bassifondi del sogno democratico americano, un’immersione nel marcio della politica statunitense, al termine della quale ci si sente tutti, per quanto semplici spettatori e invero assai distanti da Washington, un po’ più sporchi e corrotti.
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Quattro serate - da giovedì 9 a domenica 12 febbraio - per vedere, rivedere, scoprire il cinema di Daniele Galianone alla presenza del regista, Gianluca Arcopinto e altri ospiti. I NOSTRI ANNI – il cinema e il teatro di Daniele Gaglianone è organizzato dalla rivista www.schermaglie.it insieme al Cineclub Detour (www.cinedetour.it).
Che cos’è Acab? La difficoltà di definirlo è provocatoria, serve a mettere in evidenza come i materiali incandescenti tra le mani del regista faticano a trovare una logica che non sia quella di tirare in più direzioni le sorti del film e dei suoi protagonisti.
Perché sì:
continua
Midnight in Paris racconta di una incapacità, quella del protagonista di diventare romanziere, di essere capito dalla fidanzata (il facsimile di Scarlett) e dalla famiglia di lei, di accettare il presente senza subire il fascino del passato.
Perché no :
continua
Dopo Londra e Barcellona, e in attesa di Roma, continua inesorabile il giro d’Europa di Woody Allen, che negli ultimi anni si è spesso allontanato dalla nativa New York (con l’eccezione di Basta che funzioni, la cui prima stesura risale infatti a trent’anni fa). Con Midnight in Paris il nostro approda a Parigi.