
Se non fosse per la t-shirt promozionale d’ordinanza e i Ray Ban perennemente sul naso a difenderlo dal sole tanto ostile ai morti viventi, Bruce LaBruce sarebbe tutt’altro da ciò che t’aspetti: misurato nella voce e gentile nei modi, quasi sobrio nella sua naiveté, non lo diresti mai il regista dell’inaudito L.A. Zombie, mix estremo di porno e horror sotto la bandiera della militanza gay che ha lasciato il segno a Locarno 2010. L'abbiamo incontrato a Locarno.
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La 63esima edizione del Festival di Locarno si é conclusa sotto una pioggia battente che ha impedito la tradizionale consegna dei premi in Piazza Grande. E' stato premiato a soprepresa Winter Vacation del cinese Li Hongqi, un film che era passato relativamente inosservato all’interno di una selezione internazionale di buon livello.
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Accade abbastanza di frequente nei grandi festival che le visioni più interessanti emergano più che dai concorsi principali, dalle sezioni collaterali, come in "Cineasti del presente". Questo testimonia di solito della qualità di una rassegna, capace di scoprire e proporre dai suoi schermi cinema nuovo.
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Isild Le Besco è stata senza dubbio una delle personalità artistiche che hanno marcato con la loro presenza la 63ma edizione del Festival di Locarno; splendida ed ambigua eroina di Au fonds des bois di Benoît Jacquot, film di apertura della manifestazione, Isild Le Besco ci ha offerto con Bas-fonds, una delle opere più forti, sconvolgenti e sublimi del concorso internazionale di quest’anno.
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Homme au Bain di Christophe Honoré, presentato in competizione internazionale al Festival di Locarno, è un film d’amore toccante, tenero, coraggioso con un protagonista d’eccezione: François Sagat, star di cinema porno, nel ruolo di Emmanuel.
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[**1\2] - Quello di J.J. Campanella è un film da Oscar pulito formalmente e progressista di sapore, ma il profumo di cinema non si sente.
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Ancora una volta per Aronofsky il corpo come pagina su cui imprimere i segni dell’esistenza, delle proprie lotte personali. Corpo come primo e più immediato testimone della dura battaglia che comporta il trascendersi per raggiungere una sintesi inedita...,
Pietro di Daniele Gaglianone, degnissimo rappresentante del cinema italiano che ci piace al Festival del Cinema di Locarno, è l’ennesimo figlio maschio di un autore interessato alla difficoltà di essere padri, figli e fratelli.
Perché sì:
Il regista e sceneggiatore Alejandro Amenabar con Agora realizza un film appassionante e grandiosamente imponente.
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Perché no :
Forse ci sarà un’altra occasione per valutare l’opera di Amenabar che in quest’ultima prova risulta deludente e mediocre.
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