
Un palco, un narratore, un’inchiesta giornalistica che coniuga due diverse forme espressive: il racconto teatrale e l’uso di filmati. Da Giovedì 23 ottobre (alle 23.30) Alessandro Sortino è tornato in televisione, sugli schermi di LA7, con un nuovo programma: Malpelo, sei puntate che portano ogni settimana in teatro un’inchiesta giornalistica di strettissima attualità.
Nelle prime due puntate Sortino, autore e conduttore, punta i riflettori sul rapporto tra industria e inquinamento (nella prima puntata), lavoro, criminalità ed economia (nella seconda puntata) in due città-frontiera del nostro sistema economico: Taranto e Gioia Tauro.
“Parlerò delle industrie di Taranto e del porto di Gioia Tauro, realtà che danno lavoro a tanta gente, ma che costringono le persone a vivere in trincea, vittime dell’inquinamento e di interessi economici che non tengono conto della loro salute. Poi mi occuperò della sanità pubblica a Napoli, e delle morie primaverili delle api, infine racconterò la cementificazione selvaggia e l’Italia dei disabili”.
Dopo la prima puntata di giovedì 23 ottobre sul forum del sito de La7 e su molti altri siti internet c’è stata una pioggia di consensi e di indignazione per quanto affrontato nella prima storia: i veleni e la morte che le acciaierie Ilva provocano a Taranto. “L’ex iena Alessandro Sortino ha saputo raccontare i drammi della nostra città usando un linguaggio diretto e graffiante, ritmo incalzante, toni aspri ma sempre appropriati. Seppure trasmesso in tarda serata, “Malpelo” ha fatto centro”. Così si legge sul sito TarantOggi.
Nella prossima puntata di giovedì 30 ottobre, si affronterà il complesso intreccio tra la mafia calabrese e il porto di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria. Un porto strategico e fondamentale per traffici di ogni tipo e soprattutto perché rappresenta la fusione tra globalizzazione e mafia. Alessandro Sortino ci guiderà ancora una volta in un’inchiesta che svelerà quanto ogni parte d’Europa e del mondo non sia così distante dalle contaminazioni criminali delle ‘ndrine calabresi.
Il debito della sanità campana sarà il fulcro della terza puntata. Il deficit (che tutti i cittadini campani pagano attraverso le loro tasse) si moltiplica attraverso se stesso, in una voragine che finisce con l’indebolire e ostacolare le cure basilari per i malati e l’utilizzo delle strumentazioni diagnostiche.
Nella quarta puntata si cambia rotta: le api stanno morendo, in tutto il mondo. Si comincia con la loro scomparsa, per approdare alla comprensione di quanto questi insetti siano essenziali per la sopravvivenza dell’uomo. Per ogni ape morta, centinaia di fiori e di frutti non nasceranno e il già tanto precario ecosistema, tartassato dall’intervento dell’uomo, rischia di essere stravolto. La causa è l’utilizzo intensivo di pesticidi e la trasformazione dell’agricoltura in produzione industriale. Se pensiamo che solo le api siano le vittime del nuovo sistema di agricoltura intensiva ci sbagliamo: anche l’uomo risente degli stravolgimenti sulla natura e questi danni colpiscono il sistema riproduttivo umano.
Storie di impatto ambientale anche per l’Umbriagate, tema della quinta inchiesta. Si parte dalla cronaca di presunti eco terroristi, passando per il boom dell’edilizia in Umbria, una piccola regione della bella Italia che emerge per due tragici primati: i morti sul lavoro e i morti per droga.
Può un padre uccidere il proprio figlio disabile? È questa la domanda che aprirà la sesta inchiesta. Uno squarcio nelle nostre coscienze che ci porrà ancora una volta di fronte a ciò che pensiamo essere lontano dalle nostre vite: la disabilità e lo spreco che ne consegue in un sistema malato e ignorante delle proprie risorse. I disabili mostreranno lo specchio di ciò che non funziona del Bel Paese, nell' ultima inchiesta di Malpelo.
Sei storie che attraversano le coscienze del Paese, con la novità di un linguaggio che riesce a coniugare l’inchiesta e il racconto. Sortino, insieme al suo staff e alla co-autrice Francesca Biagiotti, attraversa la narrazione con uno stile giornalistico assolutamente personale: asciutto, pungente, perfino ironico o drammaticamente sarcastico, delineando i contorni delle inchieste che si presentano interessanti e che stimolano le coscienze sopite dell’Italia dei reality.
All’interno di un’arena, realizzata nei locali dell’ex Mattatoio di Testaccio a Roma e circondato dal pubblico, Alessandro Sortino racconta le sue storie in una serrata alternanza tra l’esterno e l’interno del teatro, tra le parole del monologo e le immagini dei filmati dell’inchiesta. Il risultato è un’inchiesta fuori dal comune, sia nello stile che nei contenuti, che ha l’obiettivo di affrontare la complessità della vita economica e sociale del Paese, più che di indicare soluzioni.
Un tentativo nuovo, coraggioso anche per la rete La7, e la produzione, Magnolia, che investono di nuovo su programmi educativi e formativi, più vicini alle fessure scioccanti della controinformazione su internet che non ai rassicuranti salotti per politici e sociologi delle "sei sorelle" della tv nazionalpopolare.
Roberto Saviano tempo fa chiedeva amaramente "Quanto vale la verità nel nostro Paese?". Senza passare per deliri di onnipotenza, si può umilmente affermare che un programma come Malpelo, offre un valido contributo nel proseguimento di questo fine.
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confermo, bel programma “aspro” su cose vere fatto da giornalisti veri (o da persone vere che è anche meglio !!). Andate avanti così !!
tom – Bologna