
Pietro di Daniele Gaglianone, degnissimo rappresentante del cinema italiano che ci piace al Festival del Cinema di Locarno, è l’ennesimo figlio maschio di un autore interessato alla difficoltà di essere padri, figli e fratelli.
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La storia di Sopra le nuvole (2008) è certamente una storia di passioni. Passione per il cinema, per la storia, per un mondo, quello contadino nella fattispecie localizzato nei paesi dell'appennino emiliano negli anni della Resistenza
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Dietro la svolta di Nina Di Majo c’è una tragedia collettiva, quella del cinema e dei cineasti italiani in lotta per esistere: o si è Matrimoni e altri disastri o non si è.
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Dopo un anno di interruzione che ha consentito di ultimare tutti i lavori di restauro della splendida cornice della rocca di Mompeotorna dal 22 al 24 luglio la dodicesima edizione del Festival Internazionale del Corto in Sabina.
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In occasione della presentazione del film alla rassegna BIMBI BELLI ripubblichiamo la recensione scritta in occasione dell'uscita nelle sale. [***]- Il film segna l'ottimo esordio nel lungometraggio di Valerio Mieli, ex studente del centro sperimentale di cinematografia.
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n occasione della presentazione del film alla rassegna BIMBI BELLI curata da Nanni Moretti - ripubblichiamo la recensione del film scritta per l'uscita nelle sale [****] - Possiamo dire che i protagonisti rappresentati da Marcello possiedono quella dignità umana incancellabile che riesce a prescindere dalle circostanze. Al cinema questa trasfigurazione della realtà -a volte un vero e proprio capovolgimento- è permessa. Soprattutto nel cinema di poesia.
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Ancora una volta per Aronofsky il corpo come pagina su cui imprimere i segni dell’esistenza, delle proprie lotte personali. Corpo come primo e più immediato testimone della dura battaglia che comporta il trascendersi per raggiungere una sintesi inedita...,
Se non fosse per la t-shirt promozionale d’ordinanza e i Ray Ban perennemente sul naso a difenderlo dal sole tanto ostile ai morti viventi, Bruce LaBruce sarebbe tutt’altro da ciò che t’aspetti: misurato nella voce e gentile nei modi, quasi sobrio nella sua naiveté, non lo diresti mai il regista dell’inaudito L.A. Zombie, mix estremo di porno e horror sotto la bandiera della militanza gay che ha lasciato il segno a Locarno 2010. L'abbiamo incontrato a Locarno.Perché sì:
Il regista e sceneggiatore Alejandro Amenabar con Agora realizza un film appassionante e grandiosamente imponente.
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Perché no :
Forse ci sarà un’altra occasione per valutare l’opera di Amenabar che in quest’ultima prova risulta deludente e mediocre.
continua