
Nel nuovo spazio espositivo dell'auditorium, appositamente inaugurato per la mostra fotografica, si compie un vero e proprio viaggio attraverso quarant'anni di storia americana. Ma è storia del Novecento. Storia di tutti. Una grande narrazione che inizia con le foto della grande depressione, che pare di vedere tradotte in immagini le pagine di Steinbeck. Poi la seconda guerra mondiale e lo sbarco in Normandia.
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I capelli biondi arruffati, gli occhi verdi nascosti dietro grandi occhiali, le labbra e la bocca esaltate dal rossetto: sembrava voler sottolineare a tutti i costi il lato clownesco di sè, Monica Vitti, negli anni in cui l'hanno consciuta gli uomini della mia generazione.
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Regista di teatro, sceneggiatore, attore di cinema e tv, Ninni Bruschetta è una delle star di Boris e adesso anche l’autore di un ottimo saggio, Sul mestiere dell’attore (Bompiani). Proprio dalla lettura del suo libro ha avuto origine questo incontro Vitale e loquacissimo, dialoga senza smettere di scrutare e coinvolgere l’interlocutore. Così la conversazione spazia, e potrebbe non finire mai.
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[*]- Alla sua seconda prova Andrea Molaioli costruisce una pellicola dall'incedere incredibilmente dimesso e basico, con un'interpretazione troppo accomodante nei confronti dei truffatori rappresentati.
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Inauguriamo con questo breve filmato un nuovo appuntamento su Schermaglie.it. Con la pubbliacazione e "segnalazione" di video altamente "compromettenti" per riflettere sul nostro tempo ci auguriamo di offrire uno spazio in cui fermarci a "guardare" ...
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P.O.E. - Poetry of Eerie rivisita in chiave anarchica una dozzina di racconti partoriti originariamente, due secoli fa, dalla mente del maestro del terrore per antonomasia.
Nel suo microcosmo privato e sociale Cornelia Kerenes è una dittatrice ossessionata dal controllo. Abituata ad ottenere tutto quello che desidera si strugge perché l’unica cosa che non riesce ad avere è l’amore del suo unico figlio. Questo amore materno così ossessivo ha reso Barbu un uomo profondamente insicuro, chiuso in un mondo di nevrosi che ormai la sua compagna mal sopporta.
C’è un curioso punto di contatto tra due film usciti nelle scorse settimane, entrambi passati a Cannes: sono le feste che scandiscono entrambe le pellicole.
Perché sì: Tutti i personaggi di La grande bellezza sono descritti con un amore infinito. Si vede dalla generosità delle scelte stilistiche e dall'enorme cura estetica. Si vede dalla generosità delle scelte stilistiche e dall'enorme cura estetica.
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Perché no :
Lontani anni luce da un cinema che riflette la realtà “invisibile”, non siamo neanche dalle parti del cinema performativo che tenta di rileggere in modo innovativo il fenomeno dell’apparenza e della realtà all’interno dell’indagine decostruente l’identità.
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